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1939-2019: Gruorn, la strana guerra di mio padre

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Gruorn non è importante per quello che c'è. E' in quello che non c'è più, che risiede il suo fascino. Perchè Gruorn nel 2019 sarà da ottant'anni simbolo: di esistenze, a cui un giorno venne comandato di andarsene senza riserve e senza ritorno; di una comunità, che si è dovuta disperdere perchè i suoi membri potessero sopravvivere; della fiducia calpestata per inimmaginabili e non condivisibili ragioni di stato. Anche sulla lieve altura di Gruorn, a ridosso di Münsingen, appare già da lontano ciò che ci si aspetta da un piccolo paese della Germania danubiana: la chiesetta; il cimitero; la scuola, magari adibita anche a municipio; la stradina principale che si dirama qua e là fino a disperdersi nel verde. Sembra una cartolina quello che già da lontano si può vedere, e che sembra voglia invitare a sé chiunque passi da lì. Ma da lì non passa più nessuno. Non per caso, alm...

San Giuseppe tra acqua e vino: Cotignac

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Trovare la fonte d'acqua di San Giuseppe, entrando da sud nella viticola Cotignac, ha davvero del miracoloso. Meglio: è come arrivare in Paradiso dopo essere passati per il Purgatorio.  Bisognerebbe semplicemente andare dritto, ignorando il paese. Ma come si fa a saperlo prima, specie se ci si è arrivati spontaneamente, magari in un improvviso rigurgito di fede?  Perchè Cotignac - che è l'unico posto al mondo in cui San Giuseppe è apparso da solo - lascia il più o meno improvvisato pellegrino completamente digiuno di informazioni: le uniche indicazioni stradali riguardano la produzione di vino , che  a Cotignac evidentemente non combacia con l'acqua neppure se miracolosa.   Ed è per questo che mi ritrovai in pieno zenit a fare domande ai passanti col mio improbabile francese, nonchè a investigare su internet e a ripercorrere con l'aiuto del navigatore satellitare un tratto della strada da cui ero arrivata, nella speranza che mi fosse sfuggita qualche i...

Neipperg, analisi di un cavalierato

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  A Milano, nella cornice d'imposta che dall'Arco della Pace del Castello Sforzesco guarda verso Corso Sempione, un bassorilievo raffigura l'ingresso in città nel 1815 delle truppe dell'imperatore d'Austria Francesco I: è il momento del trionfo, in cui si festeggia la Restaurazione post-napoleonica. Alcuni soldati precedono con scuri in spalla, a questi seguono tubatori e - più elevata - la Fama che spiega le ali. A terra un piccolo Genio con il simbolo della forza. Infine, accompagnato da soldati con aste, trofei e bandiere, compare a cavallo il Generale delle truppe austriache: è il tedesco Adam Albert del casato di Neipperg e conte di Schwaigern sul Lein, nella regione a nord di Stoccarda. E' un triste momento per Milano e l'Europa, mentre per gli Austriaci si tratta del ritorno alla normalità dopo la 'pausa' napoleonica.  Per il conte di Neipperg – che lì sembra l'emblema del trionfo asburgico – quel momento s...